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venerdì, ottobre 24, 2003

Scioperano i lavoratori Giornalisti 

“La Federazione della Stampa, esprime grande soddisfazione per la massiccia partecipazione dei giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva pubblica e privata, nazionale e locale, allo sciopero indetto ieri dalla Fnsi contro la riforma delle pensioni, proposta dal Governo, che lede l’autonomia previdenziale della categoria. Dalle prime notizie, appare perfettamente riuscito anche lo sciopero di oggi, dei giornalisti dei periodici e degli uffici stampa. Il Sindacato dei Giornalisti rivolge un appello ai colleghi dei quotidiani e delle agenzie di stampa, per un adesione compatta all’azione sindacale di lunedì prossimo 27 ottobre, proclamata per impedire la pubblicazione dei quotidiani nella giornata di martedì 28.” fonte FNSI

Testo del discorso del Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, alla Manifestazione Sindacale a p.zza Navona Roma

Paolo Serventi Longhi

Care lavoratrici, cari lavoratori,

Per la seconda volta in poco più di un anno e mezzo i giornalisti italiani scioperano, lavoratori tra i lavoratori, contro una proposta di legge del Governo sbagliata e iniqua. La riforma delle pensioni, se sarà approvata nel testo presentato dai Ministri Tremonti e Maroni, penalizzerebbe giovani e meno giovani, lavoratori dipendenti e precari che rivendicano giustamente un posto di lavoro. Una riforma priva di gradualità, non concordata con le forze sociali, che lede i diritti acquisiti, che ferisce la stessa autonomia previdenziale di categorie come quella che rappresento, una riforma così merita la risposta che oggi ci porta tutti in piazza. Il sistema previdenziale, come è stato detto, è, per i giornalisti, come per tutti gli altri lavoratori, un contratto che si firma nella giovinezza all’inizio del lavoro, si onora durante gli anni del lavoro, versando i contributi, e si riscuote nella vecchiaia. Ogni riforma non può non tenere conto del fatto che occorre rispettare i patti, i contratti sottoscritti. Se occorre, i patti e i contratti si possono modificare, con l’accordo dei rappresentanti dei lavoratori, ma non stravolgere completamente a danno soprattutto dei più deboli. Penso ai miei tanti giornalisti, sono ormai decine di migliaia, giovani e precari, la cui vita lavorativa con un contratto di lavoro comincia mediamente a 35 – 40 anni, e quindi con una brevissima vita contributiva, penso agli attuali cinquantenni, ai sogni e alle aspettative frustrate. Anche quelle minime di avere un tetto sulla testa ed una vecchiaia serena. E non crediate alle balle di chi dice che i giornalisti sono tutti ricchi e privilegiati, la maggioranza dei precari oggi ha seri problemi di sopravvivenza. Ma delle ragioni delle Confederazioni sindacali, della protesta generale dei lavoratori, dello sciopero dei giornalisti, i cittadini italiani rischiano di sapere poco e di avere delle notizie distorte. La richiesta delle Confederazioni sindacali, della Cgil, della Cisl e della Uil, innanzitutto, la richiesta alla Rai di avere una par condicio con il Presidente del Consiglio, andato in televisione a reti unificate, con il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, protagonista senza contraddittorio della trasmissione “La vita in diretta”, con il Ministro Maurizio Gasparri a “Uno mattina”. La richiesta di una informazione completa e corretta sulle ragioni dello sciopero che fine ha fatto? Ringrazio La7, le Televisioni e le radio che hanno garantito una diretta e i colleghi che sono oggi nelle piazze delle manifestazioni per raccontare questo grande momento di mobilitazione. I giornalisti oggi lavorano dopo lo sciopero di ieri dell’emittenza e prima di quello dei quotidiani di lunedì. Ma dobbiamo dire con forza che il servizio pubblico radiotelevisivo ed il suo direttore Cattaneo, hanno nella sostanza respinto finora questa richiesta di informazione. Ciò nonostante le dure parole del Presidente Lucia Annunziata. La Rai sta abdicando al suo ruolo e favorisce il concorrente privato. E’ una vergogna. E’ una vergogna che sarà difficile riparare. E’ una vergogna che i miei colleghi giornalisti della Rai, qui in piazza con noi, hanno denunciato con forza. Il Sindacato dei giornalisti, insieme a decine di organizzazioni della comunicazione, della cultura, della società e del mondo del lavoro, rinnova anche oggi da questa piazza romana e da tutte le piazze d’Italia, la sua protesta per la situazione angosciante dell’informazione nel nostro Paese. Siamo impegnati, insieme alle confederazioni sindacali, alle quali ci lega un patto di unità che compie tra pochi mesi 60 anni, siamo impegnati per una informazione che rispetti la verità e non gli interessi di pochi, di uno solo. Il problema irrisolto del conflitto di interessi, la discussione su una legge illiberale come quella presentata dal Ministro Gasparri per il sistema della comunicazione, lo squilibrio della pubblicità, il deficit di pluralismo soprattutto nelle televisioni e nelle radio nazionali. Sono questi temi che si legano strettamente ai grandi diritti al centro di questo sciopero generale: il diritto ad una vita e ad una vecchiaia dignitose, il diritto ad un lavoro rispettato e adeguatamente retribuito, il diritto alla conoscenza di ciò che accade davvero in questo Paese e nel mondo. Diritti non a caso sanciti dalla Costituzione italiana e più volte difesi dal Capo dello Stato. Diritti per i quali è giusto batterci tutti insieme, uniti e solidali.

giovedì, ottobre 23, 2003

Libération de Tayseer Alouni 

Liberté de la presse

Le journaliste vedette d'Al-Jazeera, Tayseer Alouni, a été libéré jeudi 23 octobre 2003, après quarante-cinq jours de détention dans une prison espagnole. Le juge de l'Audience nationale, Guillermo Ruiz Polanco, lui a accordé une mise en liberté sous caution au vu de son état de santé. Baltazar Garzón l'avait accusé d'être membre d'Al Qaïda, sur la foi d'informations transmises par des services de renseignement israélien et états-unien. Le correspondant de guerre d'Al-Jazeera avait précédemment été inquiété par les États-Unis. Lors de la campagne d'Afghanistan, son bureau à Kaboul fut « accidentellement » bombardé par l'US Air Force. Pendant la campagne d'Irak, son bureau de Bagdad fut à son tour bombardé, tuant un de ses collaborateurs. Tayseer Alouni avait alors cherché refuge dans le bureau d'Abou Dhabi TV, qui fut lui aussi bombardé. Il rejoignit finalement ses collègues espagnols à l'hôtel Palestine, qu i fut lui aussi l'objet d'un tir états-unien, tuant un cadreur espagnol. La Fédération internationale des journalistes et le Réseau Voltaire pour la liberté d'expression s'étaient émus de son incarcération et s'étaient inquiétés des attaques portées contre la liberté de la presse arabe. Merci à tous ceux qui ont manifesté leur soutien à Tayseer Alouni et au développement de la liberté d'expression au Proche-Orient !

Fonte Réseau Voltaire

mercoledì, ottobre 22, 2003

Due avvocati in arresto, operazione della Dia napoletana 

Tra gli arrestati nell'operazione anticamorra della Dia napoletana e dei carabinieri di Marzano ecco spuntare due avvocati: Vittorio Trupiano e Carmelo Donzelli. Il primo e' accusato di concorso esterno in associazione mafiosa; avrebbe chiesto appoggio elettorale di esponenti del clan Nuvoletta nelle politiche del 2001. Molto ex missino, l'avvocato Trupiano è noto per essere difensore di mafiosi e personaggi famosi (Surace ed altri). Evidentemente la destra storica rautiana, non doveva essere sufficiente (difatti non elegge i suoi candidati) quindi passò ad una destra di An, molto filo forzista come d'uso nel napoletano. L'ovvio radioso splende nel nulla: "ricordo di averlo contattato anni fa, per proporgli la difesa di una vittima di mafia. Rifiutò con grande cortesia, tutta napoletana. Di recente, a fine luglio, del Trupiano ho letto il comunicato (pubblicato internet) di solidarietà al perugino Giacomo Borrione, avvocato e massone denunciante i due pm al processo Sme, Boccassini e Colombo. Curioso come in conferenza stampa a luglio, il Borrione ed altri esponessero, agli occhi esterrefatti delle telecamere, impunemente le loro tessere massoniche. Santi numi, roba da espulsione perchè il segreto massonico di pulcinella, non è bene accetto tra i figli della vedova. Ora sarà in tournè per il proprio libro esoterico, sfido che l'ingegnere signor Ministro è in difficoltà, finanche Taormina negò di conoscerlo pur essendone stato ospite nel vicino maggio 2003, o almeno così dichiarò nelle prime 24 ore a cavallo degli avvisi ai pm. Sui rapporti tra camorra e massoneria sapremo qualcosa solo dopo aver "mandato a casa" il partito degli avvocati. Basti dire che ogni anno Licio Gelli, venerabile della P2 e padre storico dell'attuale situazione politica italiana, è invitato al concorso di poesia, che si tiene ad Acerra. Donzelli l'altro avvocato napoletano indagato, non l'ho mai conosciuto, e' ritenuto dall'autorità giudiziaria responsabile di aver avvicinato un collaboratore di giustizia perche' lo nominasse difensore, al fine di fargli ritrattare le accuse nei confronti di esponenti del sanguinario clan Nuvoletta. Premesso ciò, appare evidente come possa essere strumentalizzato il vulnus, che consente alle parti (anzi ai loro avvocati) le cd indagini difensive. Ciò che per un comune cittadino è un utile strumento, in mano alla camorra diviene l'autorizzazione a procurarsi, nel termine di 20 giorni dal ricevimento avvisi ex 415 bis cpp, i "soliti" testimoni falsi. Non che non lo facessero prima, mah... LM.


martedì, ottobre 21, 2003

Assemblea Nazionale Giuristi Democratici 

8 E 9 NOVEMBRE 2003
BOLOGNA
Sala Circolo ATC G. Dozza
Via S. Felice N. 11/3

ASSEMBLEA NAZIONALE
COORDINAMENTO NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI


8 novembre ore 10

Saluto ed Introduzione
Avv. DESI BRUNO, Coord. Naz. Giuristi Democratici

Un Contributo da un Angolo Lontano del Mondo
Avv. PABLO CRUZ, Colombia

RELAZIONI:

SMANTELLAMENTO DELLE GARANZIE NEL DIRITTO DEL LAVORO
Avv. ROBERTO LAMACCHIA, Coord. Naz. Giuristi Democratici,

RIPARTIRE DAL DIRITTO E DALLA DEMOCRAZIA
Prof. LUIGI FERRAJOLI, Docente di Filosofia del Diritto Università Roma 3

IL PROCESSO PENALE, EVOLUZIONE O INVOLUZIONE
Avv. RAFFAELE MIRAGLIA, Coord. Giuristi Democratici Bologna

IL CARCERE COME STRUMENTO DI DEFINIZIONE DELLA CITTADINANZA
Prof. EMILIO SANTORO, Docente di Sociologia del Diritto Università di Firenze

LA GIURISDIZIONE ED I DIRITTI TUTELATI
Avv. ANGELO CUTOLO, Coord. Naz. Giuristi Democratici DEMOCRATICI

Ore 13.30 Momento di ristoro
Ore 14.30 Ripresa

LA TUTELA DEI DIRITTI DEGLI EXTRACOMUNITARI
Avv. LORENZO TRUCCO, Presidente A.S.G.I

LA CRISI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Dott. FABIO MARCELLI, Coord. Naz. Giuristi Democratici

MAGISTRATURA ED AVVOCATURA: UN RAPPORTO NUOVO PER SUPERARE LA CRISI DELLA GIUSTIZIA
Dott. LIVIO PEPINO,
Presidente Magistratura Democratica

ORE 16 Interventi Programmati

On. FRANCESCO BONITO,
Capogruppo Comm. Giustizia D.S.

Sen. Avv. GIAN PAOLO ZANCAN,
Vice Presidente Comm. Giustizia -Verdi-Ulivo

ALBERTO BURGIO,
Responsabile Giustizia P.R.C.

Avv. GIUSEPPE GIAMPAOLO, Coord. Regionale Emilia-Romagna AEQUA

PATRIZIO GONNELLA, Direttore Antigone
LUIGI NOTARI, Segretario Naz. SIULP
Avv. PAOLO TROMBETTI, Vice Presidente Unione Camere Penali
MEHMET YUKSEL, Unione dell'Informazione KURDISTAN

Partecipano ed intervengono i coautori del Documento Programmatico, Avvocati:
TECLA FARANDA,
TERESA LAPIS,
GIORGIO MARPILLERO
MARIA GRAZIA PELLERINO
I responsabili delle Sezioni Locali dei Giuristi Democratici.


Ore 18.00
Dibattito

Ore 19.30
Conclusione dei Lavori
- 9 novembre 2003 ore 10 – 15,30

ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA

Ordine del Giorno:

- Relazione dei Portavoce sull'Attività Svolta
- Relazione delle singole Sezioni
- Costituzione Associazione Nazionale
- Approvazione Statuto Associazione

lunedì, ottobre 20, 2003

IRAQ: ULIVO NON GETTI VIA LA SCELTA PER LA PACE 

Dichiarazione del capogruppo dei Comunisti italiani Marco Rizzo

Sulla guerra l’Ulivo non può gettare via un patrimonio culturale e politico importante accumulato negli ultimi due anni. Avallare oggi la scelta della missione militare in Iraq vuole dire voltare le spalle a quei milioni di italiani che, dalle piazze alle urne, hanno chiesto una politica di pace all’intero centrosinistra. Rivolgiamo un appello a tutti coloro che hanno a cuore una nuova politica internazionale basata sulla pace e sulla cooperazione, per non essere subalterni alle logiche imperiali degli USA. Non votiamo per la missione militare italiana in Iraq. Diamo un dispiacere a Berlusconi dimostrando che l’Ulivo, con tutte le sue voci che vanno dai comunisti ai cattolici democratici, è in grado di restare in sintonia con il Paese al contrario dei disastri che compie il centrodestra. Roma, 20 ottobre 2003

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