<$BlogRSDUrl$>

domenica, gennaio 18, 2004

ENEL CONDANNATA A RISARCIRE UN UTENTE PER IL BLACK OUT DEL 28 SETTEMBRE!!! 


DOPO LA VENDETTA DEL CAPPUCCINO… LA RISCOSSA DEI CONTATORI!!

CLAMOROSA DECISIONE DEL GIUDICE DI PACE DI CATANZARO SUL RICORSO PRESENTATO DAL CODACONS:

ALL’UTENTE SPETTA L’INDENNIZZO AUTOMATICO DI 25,82 EURO PIU’ INTERESSI

ADESSO MILIONI DI CAUSE DINANZI I GIUDICI DI TUTTA ITALIA PER IL BLACK OUT DEL 28 SETTEMBRE. SUL SITO DEL CODACONS IL MODELLO PER FARE RICORSO

Il 28 settembre l’Italia rimase al buio. Un black out generale spense le luci della penisola, lasciando le abitazioni italiane, da nord a sud, senza energia.

Una situazione anomala che provocò evidenti danni agli utenti e che si prolungò anche per 24 ore consecutive in alcune zone del paese.

Il Codacons e l’Intesa dei consumatori scesero subito in campo in favore dell’utenza: i cittadini, sostenevano, hanno diritto ad un indennizzo automatico in bolletta pari a 25,82 euro. A prevedere tale forma di rimborso non solo le delibere dell’Energia elettrica ed il gas n.201/99 e 220/02, ma la stessa carta dei servizi Enel che riconosce un rimborso forfettario per il mancato rispetto degli impegni assunti contrattualmente. Il Codacons, nel tutelare l’utente per il black out del 28 settembre, fa inoltre riferimento a tutta una serie di norme e regolamenti quali gli artt. 42 e 43 della Costituzione, la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27/1/1994, il D.P.C.M. 18/9/1995.

Partirono quindi migliaia di richieste di rimborso, attraverso dei modelli messi a disposizione dall’Intesa dei consumatori. Richieste a cui le aziende elettriche risposero “picche”, avvalendosi anche delle determinazioni dall’Autorità per l’energia elettrica la quale, anziché tutelare gli interessi dei cittadini, suo scopo primario, preferì difendere gli interessi economici delle società elettriche.

Fu così che il CODACONS avviò la prima causa pilota dinanzi al Giudice di Pace, sostenendo il diritto del cittadino a ricevere tale indennizzo di 25,82 euro.

E oggi si raccolgono i risultati di tanta caparbietà: il Giudice di Pace di Catanzaro, Dott.ssa Silvana Gaffani, ha infatti accolto il ricorso presentato dal Codacons attraverso gli avv.ti Francesco di Lieto e Maria Stefania Valentini, per conto di E.V., medico di 63 anni residente a Catanzaro, vittima come milioni di altri italiani del black out del 28 settembre, che ha deciso di ribellarsi, e ha condannato l’Enel non solo a indennizzare l’utente con i famosi 25,82 euro, ma anche a pagare interessi e spese legali, pari a 121,89 euro.

Nella sentenza il Giudice ha ordinato: “ a ENEL DISTRIBUZIONI Spa, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, di pagare entro e non oltre 40 giorni dalla notifica del presente atto, in favore del ricorrente E.V., la somma di 25,82 euro, oltre interessi legali dalla maturazione al soddisfo ed oltre 121,89 di cui 49,58 per diritti, 72,30 per onorari…”

Una sentenza – afferma l’Avv. Carlo Rienzi, Presidente Codacons, per conto dell’Intesa consumatori – che apre la strada a milioni di cause simili, che possono essere intentate da tutti gli italiani che il 28 settembre scorso sono rimasti al buio a causa del black out. Finalmente – prosegue Rienzi – le società elettriche saranno punite per tanta arroganza dimostrata quando gli utenti hanno cercato di far valere i propri diritti.

Oltre all’indennizzo di 25,82 euro, fa sapere l’Intesa, gli utenti che decideranno di fare causa dinanzi al giudice di pace, potranno anche chiedere il risarcimento dei danni subiti per essere rimasti svariate ore al buio durante il black out.

A partire da questa sera, sul sito www.codacons.it, il modello di ricorso scaricabile dai consumatori.


This page is powered by Blogger. Isn't yours?