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lunedì, gennaio 19, 2004

BLACK OUT: PARTE UN ESPOSTO IN 101 PROCURE DELLA REPUBBLICA PER I MANCATI RIMBORSI  


LE IPOTESI: APPROPRIAZIONE INDEBITA AGGRAVATA DELL'INDENNIZZO RICHIESTO DAI CONSUMATORI DOPO IL BLACKOUT

ENEL: PRETESTI ASSURDI...L'ENTE RISPONDE PER I BLACK OUT VERSO GLI UTENTI SALVO RIVALERSI CONTRO IL GESTORE

SUL SITO DEL CODACONS IL MODELLO PER FARE RICORSO. GIA’ 8.000 UTENTI HANNO SCARICATO IL MODULO

vrà strascichi giudiziari la vicenda del rimborso agli utenti per il black out del 28 settembre scorso.

Il Codacons, infatti, a seguito della sentenza del Giudice di Pace di Catanzaro che ha riconosciuto a un cittadino l’indennizzo di 25,82 euro, ha presentato oggi un esposto a 101 Procure della Repubblica di tutta Italia, in relazione ai mancati indennizzi.

L’associazione, che assieme all’Intesa dei consumatori aveva avviato una campagna per far ottenere ai cittadini il rimborso di 25,82 euro, secondo quanto stabilito dalle delibere dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, ma anche dalla Carta dei servizi Enel, ha chiesto alle Procure di accertare se il mancato rimborso in bolletta dei 25,82 euro in favore degli utenti colpiti dal black out che ne hanno fatto richiesta alle varie aziende elettriche presenti sul territorio, possa configurare eventuali reati, quali ad esempio l’appropriazione indebita aggravata.

Intanto, fa sapere il Codacons, moltissimi cittadini (circa 8.000 secondo le prime stime) stanno scaricando il modello di ricorso presente sul sito www.codacons.it e sui siti dell’Intesa dei consumatori.

L'ENEL, nel disperato tentativo di blandire le conseguenze negative della sentenza del giudice di Catanzaro che ha condannato l'ente elettrico a pagare quasi 200 euro tra rimborso e spese a un medico calabrese per il black out di settembre scorso, ha sostenuto ieri in un comunicato che:

1- non "è stata colpa sua...ma del Gestore della rete" ossia di quel povero Bollino...;

2- che farà ricorso contro la decisione e quindi non pagherà per il momento...,

3- infine cita la lettera dell'Autorità dell'energia elettrica ed il gas dell’ottobre scorso a suo sostegno.

Su tali punti il CODACONS precisa:

A) per la legge italiana il responsabile della sospensione della somministrazione del servizio elettrico è sempre del titolare del contratto di utenza ossia dell'ENEL. Questo poi potrà rivalersi contro il Gestore o chi sia il responsabile a monte. L'utente deve chiedere il rimborso sempre e solo all'ENEL ( o a azienda erogatrice) che ha stipulato con lui il contratto. Secondo la balzana tesi dell'ENEL un consumatore danneggiato da un televisore cinese difettoso venduto da un negozio italiano dovrebbe andare in Cina a far causa se scoppia!!!!

B) per la legge italiana le sentenze di primo grado sono immediatamente esecutive e quindi l'ENEL dovrà pagare immediatamente, a meno che un altro Giudice non sospenda l'esecuzione se mai l'Enel dimostrerà un danno grave e irreparabile al suo bilancio a dare 25,82 euro ad un suo cliente...!!!! Lo stesso sarà per le migliaia di utenti che in queste ore stanno scaricando dal sito del Codacons il modello di ricorso da presentare al giudice.

C) Quanto alla lettera di Ranci, in quella missiva il suddetto consigliava proprio di far causa davanti al Giudice di pace per avere i danni spettanti, proprio ciò che ha fatto il medico calabrese che ora faranno migliaia di altri cittadini. Unico problema che se per ognuno l'ENEL dovrà sborsare anziché 25,82 euro oltre 200 tra danni e spese l'ENEL potrebbe tracollare come la Parmalat per la sua testardaggine assurda.

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