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venerdì, gennaio 23, 2004

AUMENTI PREZZI ED EURO 


CONTINUA IL RIMBALZO TRA AUTORITA' E CONTINUA IL MASSACRO DELLE TASCHE DEI CONSUMATORI

Firenze, 23 gennaio 2004. Il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, e' tornato sull'argomento prezzi/euro ed ha ribadito che la colpa dell'aumento dei prezzi e' della nuova valuta. Contrapponendosi cosi' a quanto ripete in continuo il presidente della Commissione europea, Romano Prodi.

Lasciamo stare le motivazioni, perche' abbiamo l'impressione che sia un po' un gioco delle parti che non consente flessioni e riflessioni, ed andiamo alla radice. Euro o non euro, sta di fatto che i prezzi sono aumentati e continuano ad aumentare. E mentre, Berlusconi da un lato e Prodi dall'altro, cercano di convincerci sulle motivazioni, non vediamo granche' rispetto ai rimedi.

L'elenco degli esempi sarebbe sterminato. Ma per capire l'andazzo valga solo un piccolo esempio: la benzina. A fronte di una caduta verticale del valore dell'Usd rispetto all'euro in corso da diverso tempo, e quindi con tutti i crismi per cui abbia altrettanto tempo per influire sugli acquisti dei barili di petrolio, proprio nei giorni scorsi il prezzo della benzina e'
aumentato.

Inspiegabile?

No. Semplicemente logico -in senso generale e quindi non solo per la benzina- in un mercato in cui c'e' scarsa concorrenza o, quando c'e' -come per esempio nel commercio al dettaglio- e' comunque succube ai balzelli, ai lacci e ai condizionamenti normativi delle amministrazioni (verso cui i commercianti reagiscono con l'aumento sconsiderato dei prezzi).

Non ci sono molte soluzioni per impedire la continuita' dell'impazzimento dei prezzi. O si adottano quelli imposti o si crea piu' concorrenza. Cioe' si devono prendere iniziative, e non solo stare a dirsi -gli uni contro gli altri- "euro si', euro no".

Qualcuno auspica prezzi controllati ovunque? A parole tutti ne aborrono, ma nei fatti, non facendo nulla e favorendo lo status quo, contribuiscono a mantenere controllati quelli che sono tali nei fatti (la maggiorparte delle utenze come luce, acqua, gas, telefonia fissa, rc-auto, etc) e impazziti gli altri.

Quindi senza politiche di liberalizzazione, demonopolizzazione, uscita dello Stato e delle pubbliche amministrazioni dalla gestione dell'economia, euro o non euro, il tutto ci appare come fumo negli occhi e alibi per giustificare una politica di mantenimento dello status quo, cioe' degli attuali assetti di potere economico.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc


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