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venerdì, novembre 28, 2003

"Solo Aquiloni nel Cielo di Maremma" 


Gli Eurofighter, caccia monoposto bireattori dotati di sistemi per il bombardamento a bassa quota, arriveranno a Grosseto dove verrà ospitata una scuola di addestramento per i piloti dei nuovi velivoli.Così, mentre in Toscana ed in altre parti del Paese si riducono le servitù militari, la nostra Provincia già pesantemente occupata da caserme ed altre strutture, subirà una ulteriore e pesante militarizzazione del territorio.

In particolare le piste di atterraggio e decollo dell'aeroporto Baccarini, dopo investimenti di oltre 120 miliardi, essendo concepite per i soli scopi militari, sono risultate incompatibili con l'attività di volo civile affossando sul nascere le prospettive di sviluppo dello scalo grossetano universalmente ritenuto vitale per lo sviluppo dell'economia locale.

Da parte nostra non vi è quindi una opposizione solamente etica, basata sulla convinzione irrinunciabile che solo la politica e gli strumenti di pace possono garantire la sicurezza dei popoli, ma vogliamo anche evidenziare il contrasto tra la presenza a Grosseto degli Eurofighters e la vocazione ambientale della nostra terra. La Maremma non è solamente un prodotto da offrire ai turisti, ma anche l'opportunità per uno sviluppo sociale ed economico fondato su equilibrate relazioni tra le persone e con l'ambiente.

Come può il Cavallino Rampante del "4° Stormo", con l'inquinamento da rumore che porta con sé, affiancarsi all'idea di pace e di naturalità dell'ambiente che è oggi la nostra prima risorsa economica? Come può coniugarsi con il cavallo maremmano delle ippovie? L'individuazione dell'aeroporto grossetano come scuola di volo dei nuovi aerei e come uno dei nuovi centri nevralgici del sistema militare europeo fa invece della nostra terra un possibile crocevia di ogni guerra e ne incrementa lo sviluppo subalterno esclusivamente basato sulla rete commerciale.

Questa scelta è passata sopra le nostre teste come su quelle di tutti gli altri cittadini e, nonostante le continue richieste del MSF e in barba al "Distretto Rurale d'Europa", gli Enti Locali e la stragrande maggioranza delle forze politiche non hanno saputo esercitare alcuna autonomia nei confronti del governo centrale e nemmeno si sono sentiti in dovere di aprire nelle sedi opportune anche soltanto la parvenza di un dibattito democratico.

Oggi si aggiunge al danno la beffa.

Schumacher, sulla sua Ferrari, ed un astronauta italiano, alla guida di un caccia bombardiere in decollo, gareggeranno sulla pista di atterraggio rievocando l'impresa, risalente agli anni '30, di Tazio Nuvolari contro il monoposto da combattimento Caproni 100.

Si intende così celebrare l'evento dell'arrivo degli Eurofigther (EFA 2000) con una kermesse nazional-popolare di pessimo gusto condita con riferimenti storico culturali perlomeno inquietanti e sperperando altri soldi pubblici.

Il tentativo è chiaro ed è quello di utilizzare la passione sportiva, la notorietà di un personaggio famoso e la curiosità della gente per far digerire il dirottamento di risorse ingenti (oltre 1500 miliardi di lire) necessari per i 121 aerei destinati alla aviazione italiana, soldi che sarebbe stato certamente meglio destinare a possibili spese sociali, alla sanità, all'istruzione e all'assistenza piuttosto che all'economia di guerra.

E' chiaro che si spera in questo modo di nascondere dietro le "maraviglie tecnologiche" il fine ultimo di un caccia-bombardiere incapace di spegnere un incendio o di prestare un soccorso, ma capace soltanto di seminare morte e distruzione in un raggio di oltre 3000 Km di distanza.

Questa operazione mediatica è cinica ed inopportuna e va contestata con fermezza proprio oggi nel momento in cui la guerra sembra irrompere nel nostro orizzonte ed occuparne ogni lato, oggi in cui appare sempre più urgente e necessario il coraggio di una posizione etica forte che rifiuti la scelta tra morire ed uccidere, che rivendichi per sé e per gli altri il diritto a vivere.

La guerra ed i suoi strumenti non possono essere trattati come un gioco, non possono essere esibiti con compiacimento.

La guerra è sempre e comunque una sconfitta dell'umanità che mette a nudo una stortura, un errore totale, un vizio ricorrente e così tragicamente attuale nella storia dell'uomo che richiede una assunzione di responsabilità lontana dai tatticismi e dai sottili distinguo. Per questo manifesteremo, lo faremo pacificamente (nonostante qualcuno speri diversamente) ma con tutta la fantasia e la creatività di cui siamo capaci, opponendo la nostra voglia di vivere e di amare all'ipocrisia di chi pensa che la guerra possa essere umanitaria, che possa prevenire il terrorismo, che le bombe possano essere intelligenti, che le missioni di pace si conducano in armi in un paese in guerra, che aerei capaci di portare lontano fino ad otto tonnellate di bombe siano armi di difesa.

Il dibattito che si è dispiegato in questi giorni dopo Nassirya è stato l'ennesimo tentativo di oscurare queste ragioni, di nasconderle dietro un falso patriottismo per far passare l'idea di una normalità della guerra, sotto la retorica dell'eroismo celebrata alle spalle di chi è morto.

Per noi non ci sarebbero state né quelle né altre vittime.

L'11 Dicembre manifesteremo per esprimere il nostro dolore per le 19 vittime italiane cadute in Iraq, ma pensando anche al dolore di chi è più lontano da noi, decine, centinaia e migliaia di altri "ragazzi.. e ragazze" a volte ancora bambine e bambini mietuti da armi più o meno tecnologicamente avanzate.

Manifesteremo perché è necessario che non ci si rassegni alla normalità del quotidiano bombardamento e del quotidiano terrore.

Riteniamo in questo di non essere soli e di non essere una minoranza. Invitiamo per questo tutti i cittadini di Grosseto a partecipare alle iniziative organizzate contro l'arrivo degli Eurofighter ed invitiamo anche coloro che vorranno comunque recarsi all'interno dell'aeroporto a portare con sé un segno o una bandiera di pace.

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